Il mondo retail nel post covid-19

Molti si chiedono ancora, come sarà il mondo dopo la prima fase di sblocco dal famoso lockdown e maggio per questo, ne segnerà il primo passo verso la “nuova normalità”. Per molte aziende del mondo retail nel post Covid-19, diverrà la dimostrazione di come il consumer si adatterà al nuovo concetto di esperienza legata al mondo della vendita.

Col passare del tempo, anche l’approccio del popolo italiano nei confronti del nuovo concetto di “esperienza”,è mutato, infatti:

Il mondo retail nel post covid-19

31% In 2 settimane, la percentuale di persone che credono che troveremo una qualche forma di stabilità solo nel 2021 è passato dal 14% a 31%;

50% Il 50% degli italiani intende evitare luoghi affollati come possono essere i negozi;

60%Il 60% degli italiani adotterà misure di precauzione e sarà molto cauto prima di decidere di entrare in negozio.

Ed inoltre, ha modificato in loro anche l’ approccio con l’acquisto online. Vediamo dunque, che:

180% In 3 settimane è stato registrato un incremento delle vendite online del 180%

75% Nel mese di aprile, il 75% degli acquirenti online è rappresentato da utenti nuovi: sono coloro che non avevano mai fatto un acquisto attraverso e-commerce.

Questo nuovo contesto, ha spinto molti retailer ad adattarsi. Molti di loro, infatti hanno aperto nuovi canali di vendita online. Inoltre durante questa “fase 2”, è stato possibile notare come le aspettative dei consumer nei confronti delle grandi aziende, è molto cresciuta. E’ importante, dunque, più che mai che le aziende si attivino affinché:

Rispondano in modo puntuale alle richieste degli utenti nella comunicazione Inbound (mondo retail nel post covid-19) occorrerà presidiare le ricerche online su negozi, orari, eventuali variazioni o novità dei servizi offerti; verificare la correttezza delle schede di Google Local Business con l’indicazione della riapertura, con i relativi orari; sviluppare, o aggiornare, i contenuti all’interno dei siti e delle app; essere pronti a rispondere ai quesiti delle persone attraverso social e contact center in generale;

Stimolino la generazione di traffico in store, con la comunicazione Outbound occorrerà prediligere canali attivabili rapidamente, quali la radio, la digital display e la social adv per comunicare la riapertura; a livello di mezzi propri, utilizzare il CRM attraverso email, sms e push notification per fornire indicazioni chiare ai propri clienti.

Infine da come è possibile dedurre da quanto detto finora, le nuove aziende che stanno cercando di adattarsi al nuovo concetto di “normalità” devono ricordare che l’impresa da affrontare nel mondo digitale non sarà di certo una passeggiata ma che con un accurato piano strategico è possibile inserirsi in un mercato che più che mai ha bisogno di risposte mondo retail nel post covid-19

Fonte: Wired.it > link all’articolo completo.

Leggi anche l’articolo precedente

I 5 Trend europei secondo Facebook per il 2020

Ogni anno Facebook propone una serie di spunti interessanti su i trend e sulle azioni che hanno avuto più successo e anche questo ecco  I 5 Trend europei secondo Facebook per il 2020.

Nel report globale di Facebook IQ sui trend e topic per l’anno 2020, Facebook ha analizzato migliaia di argomenti di conversazione scambiati sulla propria piattaforma. L’analisi riguarda 6 categorie: Arte e design, beauty e fashion, intrattenimento, cibo e bevande, spirito e corpo e viaggi e tempo libero.

Questi sono i “trend” di cui la gente parla e potrebbero aiutarvi ad impostare nel modo giusto, la vostra digital strategy.

L’Europa, nonostante le tradizioni persistano nella vita di ogni consumer, ha iniziato ad evolversi diventando più “sostenibile”. I consumatori, infatti, hanno iniziato ad essere più consapevoli e puntano ad uno stile di vita più sano, prendendo sempre più coscienza di come le loro abitudini abbiano impatto su loro stessi e sull’ambiente che li circonda.

Nello specifico, sono stati analizzati 4 Stati europei: Francia, Germania, Svezia e Regno Unito.

Questi sono i Trend europei secondo Facebook che li riguardano:

 

Francia –> categoria: spirito e corpo –> “Controllo Etichette”

In Francia si è notato un aumento dell’attenzione nella scelta dei prodotti, soprattutto per quanto riguarda la cura della pelle e nello specifico negli ingredienti utilizzati. Le persone infatti, hanno iniziato ad informarsi online sull’efficacia ed il potenziale del prodotto, preferendo prodotti più sani a quelli di brand più conosciuti. E’ emerso che alcune delle App più famose in Francia, permettono di scansionare i prodotti per saperne i benefit ed una tra queste, genera in un solo giorno oltre due milioni di risultati. Utilizzare queste app permette di individuare ingredienti naturali come il Karité o l’Aloe vera ed aiutando il consumer ad una scelta più sana e consapevole.

Germania –> categoria: cibo e bevande –> “Carne, l’Evoluzione”

La Germania ben nota per la sua produzione di carne, negli ultimi anni ha visto cambiare notevolmente scenario diventando difatti il paese con uno dei più alti tassi di vegetarianesimo. Eppure la passione per la carne resta e per sostituire la provenienza animale, la Germania sta producendo grossi quantità di “carne” vegetariana. Da recenti sondaggi è emerso che il 20% dei tedeschi di età inferiore ai 24 anni ha acquistato alternative di carne negli ultimi mesi.

Svezia –> categoria: Beauty e Fashion –> “Modellando il futuro”

Le ricerche classificano la Svezia, uno dei paesi più sostenibili sul pianeta. Quindi non c’è da stupirsi se questa è promotrice della sostenibilità nelle tendenze di moda. Quest’anno, ha persino annullato la Fashion Week di Stoccolma per porre l’attenzione sugli effetti dell’industria e sull’atmosfera e l’ambiente più in generale. Molti dei cittadini svedesi inoltre, preferiscono sostenere marchi emergenti che stabiliscono nuovi standard per la sostenibilità piuttosto che brand più affermati.

Regno Unito –> categoria: spirito e corpo –> “Il Fitness è divertente”

Seguendo il trend degli Stati Uniti, anche nel Regno Unito, il fitness è diventato un divertimento che aiuta le persone a “sfogarsi” nel frattempo che si mettono in forma. Le persone stanno iniziando a preferire l’allenamento all’andare in giro per i bar, partecipando a tornei e gare. E gli affari? vanno a gonfie vele! Nel 2019, infatti, nel mercato della salute e del fitness c’è stato un incremento di oltre 5 miliardi di sterline.

Regno Unito –> categoria: Beauty e Fashion –> “Re-Commerce”

Nonostante sia sempre esistito, il mercato del vintage sta assumendo nel Regno Unito nuove forme. L’abbigliamento vintage è sempre stato un modo di accedere ai bene di lusso ad un prezzo accessibile e per i giovani è diventato sempre più importante distinguersi con capi unici. Il problema era sostanzialmente legato al tempo richiesto per trovare ciò che si desiderava. Da questa esigenza sono nati i “re-commerce” che permettono attraverso i filtri della piattaforma, di ottenere ciò che si desidera in pochi secondi ed inoltre gli utenti possono partecipare sia come acquirenti che rivenditori, ponendo a tutti la possibilità di diventare imprenditori. Non è un caso dunque che alcune tra queste app contano fino a 15 Milioni di utenti attivi.

Da queste e molte altre informazioni consultabili tramite questo link, è possibile dedurre come il mondo e nello specifico l’Europa si stia sempre più muovendo verso la “sostenibilità” in ogni forma.

Scopri di più ,su analisi e statistiche, Leggi i Trend europei secondo Facebook qui il report completo.

“Share the Mask” ed i progetti per la quarantena – Debora di Napoli

C’è chi come alcuni, durante questa quarantena, ha pensato al bene di molti ed ha investito il suo tempo per la collettività. Una di queste è Debora di Napoli, stylist napoletana, col suo progettoShare the Mask”

Abbiamo deciso di intervistarla, ecco cosa ci ha detto:

Di Cosa Ti occupi?

Sono una creativa, e da sempre ho amato disegnare e lavorare con i tessuti. Oggi sono riuscita a fare di quello che era un gioco, un vero e proprio lavoro. Debora Di Napoli è il mio brand di abiti su misura, che disegno e realizzo io usando tecniche sartoriali e tessuti pregiati. Oltre alla produzione di abiti su misura, lavoro come freelancer per aziende e privati, sia come come modellista che designer e come stylist per campagne fotografiche.

Quanto la quarantena ha effettivamente influito sul tuo lavoro?

Il mio lavoro è attualmente bloccato, non è possibile realizzare abiti su misura senza incontrarsi, nè tantomeno ci sono aziende attualmente impegnate in produzioni. La cosa mi spaventa parecchio, poichè in questi mesi generalmente ho tantissimi appuntamenti traspose, damigelle o invitate, e non so che impatto questa situazione possa avere sugli eventi dei prossimi mesi.

Cosa stai facendo per tenerti impegnato?

Per fortuna, durante la quarantena non ho avuto molto tempo per annoiarmi! Dal primo giorno di blocco, mi sono resa conto che ci fosse una grande carenza di
mascherine, così è nata la mia campagna “Share the Mask”. Ho prodotto in pochi giorni più di seicento mascherine, che ho regalato in cambio di una donazione per il Cotugno di Napoli, ed abbiamo raggiunto in pochissimo tempo 3 mila euro! Non pensavo che così tante persone mi aiutassero in questa impresa! Terminata la raccolta fondi, ho iniziato a progettare nuovi prototipi di mascherine ed a studiarne la composizione di tessuti e filtri, poiché attualmente c’è ancora grande carenza di quello che oggi è un bene di prima necessità.

Ti sei preposto degli obiettivi per questo periodo di quarantena?

Durante queste giornate molto piatte, ho cercato di far in mondo da non perdere i miei ritmi e le mie abitudini, di continuare a fare ricerche di stile, di continuare a mantenere attivi i contatti di lavoro e se è possibile, provare a crearne di nuovi. Mi sono promessa di lavorare sul serio ad un progetto che coccolo da anni, quello di creare una mia linea di costumi , e per il momento posso dire di aver già completato i primi bozzetti.

Come prevedi il tuo ritorno alla normalità?

Immagino che non sia semplice, che ci sarà tanto da rimboccarsi le maniche e che bisognerà davvero pensarle tutte per uscire “quasi illesi” da questa crisi.
Spero che si riesca a dare più spazio alla produzione interna, ai piccoli brand ed ai brand locali piuttosto che alle grandi multinazionali. Credo che bisognerà sostenersi davvero l’un l’altro!


Cosa ti ha insegnato questa quarantena?

Questa quarantena mi ha insegnato il vero senso della parola libertà e quanto in effetti diamo per scontato l’importanza dell’essere liberi. Siamo un popolo libero, abituato a poche regole e questo grande cambiamento mi ha fatto apprezzare molto il modo in cui viviamo normalmente e la libertà di cui possiamo godere.

Grazie a Debora di Napoli, se ti è piaciuto questo articolo faccelo sapere e seguici su instagram @zuzuwork 

Il progetto “Stabia Solidale” – Giuseppe Caruso

Per qualcuno più che per altri, la parola chiave durante questa quarantena è stata #solidarietà!
Oggi abbiamo parlato con Giuseppe Caruso, queste sono le sue parole:

Di cosa ti occupi?

Mi occupo di marketing e comunicazione a 360°. Allo stato attuale ricopro il ruolo di Digital Marketing & E-commerce Manager presso un’azienda con sede a Pompei (Na) specializzata nel commercio di merce refurbished afferente al mercato dell’elettronica di consumo.

Quanto la quarantena ha effettivamente influito sul tuo lavoro?

Con l’introduzione dello smart working, conseguenza di questa quarantena, è semplicemente aumentato il tempo che dedico al lavoro. Per il resto tutto sembra essere rimasto invariato.

Cosa stai facendo per tenerti impegnato?

In un momento così delicato, ho deciso di dare anche io il mio piccolo contributo alla comunità, dando vita a Stabia Solidale: un gruppo Facebook, destinato ai residenti della Città di Castellammare di Stabia, nato al fine di favorire l’incontro tra la domanda e l’offerta di aiuto. Un progetto di iniziativa civica il cui obiettivo principale risulta essere quello di innescare un circolo virtuoso di solidarietà che punta a migliorare la qualità della propria vita e di quella degli altri. All’interno del gruppo ogni componente può mettere a disposizione degli altri membri il proprio sapere, le proprie abilità, il proprio tempo. Il gruppo è quindi da considerare come una piazza virtuale in cui ognuno può sentirsi meno solo, raccontando la propria esperienza, conoscendo nuove persone e reperendo notizie e informazioni utili.

Ti sei preposto degli obiettivi per questo periodo di quarantena?

Il principale obiettivo è quello di mettere il mio tempo e le mie capacità al servizio di chi più ne ha bisogno. Solo unendo le forze riusciremo a superare questo momento difficile.

Come prevedi il tuo ritorno alla normalità?

Non riesco a dare ancora una risposta certa a questa domanda. A mio avviso dovremmo tutti abituarci a vivere una “normalità” diversa da come ce la ricordiamo.

Cosa ti ha insegnato questa quarantena?

Mi ha insegnato che non bisogna rimandare a domani quello che puoi fare oggi e che bisogna vivere intensamente ogni attimo che la vita ci regala.

Grazie a Giuseppe Caruso,(qui puoi leggere tutte le altre interviste), se ti è piaciuto questo articolo faccelo sapere e seguici su instagram @zuzuwork 

Il coronavirus come una livella universale – Antonio Palumbo

Oggi abbiamo parlato con Antonio Palumbo, un italiano che vive in Svizzera da diversi anni ed anche lui impegnato nel mondo digital. Questo, è quello che ci ha raccontato:

Di cosa ti occupi?

Founder di The Cool Factory, agenzia specializzata in Brand Development & PR. (Svizzera)

Quanto la quarantena ha effettivamente influito sul tuo lavoro?

“Purtroppo” il cantone in cui vivo non ha adottato le misure di quarantena come in Italia, e avendo investito negli ultimi anni in un progetto di healthy food, take away, i miei shop di vendita restano aperti ma hanno subito un calo del 60% delle vendite.5 dei miei dipendenti sono obbligati allo “chomage tecnico” (disoccupazione) Fortunatamente essendo un prodotto Healthy ho comunque una “costanza” nelle vendite tramite “delivery”.

Cosa stai facendo per tenerti impegnato?

Un vero e proprio “detox imprenditoriale” (e psicofisico), che mi aiuti a : stabilire cos’ha la priorità, a giocare di anticipo ed a semplificare la vita di tutti i giorni.

Ti sei preposto degli obiettivi per questo periodo di quarantena?

Certo! Degli obbiettivi personali che incideranno decisamente sul mio lavoro: Non procrastinare ed essere indecisi. Pormi degli obbiettivi realistici. Concedermi il giusto riposo.

Come prevedi il tuo ritorno alla normalità?

Normalità…mmm… Avendo vissuto gli ultimi anni imprenditoriali al confine tra “normalità” e “anormalità” non posso dare una vera definizione del mio “ritorno alla normalità”. Affronterò ogni giorno come se tutto potesse accadere, nel bene e nel male. E come in questo periodo, trovare del bene su cui lavorare e progettare, tra creatività e spirito d’innovazione.

Cosa ti ha insegnato questa quarantena?

Che il coronavirus è come il tempo : Una livella universale. Ci mette tutti sullo stesso piano, ricchi e poveri, potenti e umili. Nessuno può accumulare il tempo. Una volta che è trascorso non si può tornare indietro. La cosa saggia da fare, quindi, è usare bene il tempo che abbiamo.

Grazie ad Antonio Palumbo, (qui puoi leggere tutte le altre interviste), se ti è piaciuto questo articolo faccelo sapere e seguici su instagram @zuzuwork 

Ottimizzare la quotidianità e migliorare i risultati – Francesco Agostinis

Per acquisire valore in un mondo pieno di competitività, è necessario “sbattersi” prima degli altri e non sperare che le cose ci piovano addosso.

Oggi abbiamo parlato con Francesco Agostinis. Ecco cosa ci ha detto:

Di cosa ti occupi?

Di un po’ di cose diverse, in realtà mi occupo per prima cosa di gestire un’azienda, Loop Srl, specializzata in campagne advertising su Facebook e Google focalizzate sulle performance. Mi occupo poi anche di formazione, online e offline, per Marketers, Ca Foscari Challenge school e altri enti nazionali e internazionali. Infine, mi occupo del mio personal brand, che soprattutto grazie alle community su Facebook e ai contenuti costanti che creo per Linkedin, mi ha permesso di diventare uno dei Facebook Expert più famosi in Italia.

Quanto la quarantena ha effettivamente influito sul tuo lavoro?

Molto poco, se non per il fatto che sto lavorando più di prima. La mia azienda è da sempre full remote, cioè basata su freelance e collaborazioni da remoto. Non abbiamo un ufficio, vediamo molto poco i nostri clienti e di fatto questo periodo non è molto diverso dal precedente a livello lavorativo. Mi ha inoltre permesso di aumentare la quantità di content prodotti, tra Live, articoli, guide e post, e quindi ho molto più lavoro da fare di prima.

Cosa stai facendo per tenerti impegnato?

Lavoro, studio, sto con mia moglie. Poche cose ma costanti, per costruire competenze sempre migliori da sfruttare man mano che ce ne saranno le occasioni.

Ti sei preposto degli obiettivi per questo periodo di quarantena?

Si, ma non mi interessa molto raggiungerli. Mi spiego meglio: ci sono tante cose che mi piacerebbe fare, ma alla fine ciò che conta davvero è che io riesca a ottimizzare la mia quotidianità e migliorare i miei risultati. Leggere libri, guardare film etc etc sono tutte cose secondarie per me.

Come prevedi il tuo ritorno alla normalità?

Un po’ errante. Viaggerò l’Italia, sicuramente, e forse anche l’Europa.Per il resto, niente grossi cambiamenti.

Cosa ti ha insegnato questa quarantena?

Che la gente è molto più prevedibile di quanto creda. Basta un po’ di comunicazione e cambia idea a seconda di dove tira il vento.Se si analizzano le crisi passate e quello che è successo all’estero (lavorando con la Cina, conosco il problema virus da mesi ormai), l’italiano medio è esattamente come qualunque altra persona e segue le stesse dinamiche. Oltre a questo, ho imparato che le opportunità le prende chi si sbatte prima degli altri e più degli altri e non passa il tempo a lamentarsi inutilmente

Grazie a Francesco Agostinis,(qui puoi leggere tutte le altre interviste), se ti è piaciuto questo articolo faccelo sapere e seguici su instagram @zuzuwork 

L’utilità delle attese – Berta Pinna

Per alcuni, soprattutto per i SMM, l’inizio della quarantena è stata una sfida anzitutto lavorativa e poi personale. Sono stati decisivi infatti i primi momenti di “incertezza” per rivalutare i calendari editoriali magari già studiati e rivisti centinaia di volte. Ma per un SMM, cogliere l’attimo è fondamentale…
Oggi abbiamo parlato con una SMM dalle origini sarde, Berta Pinna.

Ecco cosa ci ha detto:

Di cosa ti occupi?

Mi occupo di comunicazione online nello specifico di Social Media Marketing. Supporto le aziende, gli enti e i privati nella creazione di una strategia di promozione online della propria attività commerciale sia in relazione ai contenuti editoriali che alle campagne pubblicitarie. Sono specializzata in Facebook e Instagram Marketing, grazie all’utilizzo di queste piattaforme aiuto le aziende a raggiungere i propri obbiettivi. Oltre a svolgere un ruolo operativo come consulente e formatrice (Ninja Marketing, La Content Academy, Copy24), collaboro con diverse agenzie web e di comunicazione italiane. Sono, inoltre, co-founder di IperHub SRL una startup innovativa che gestisce progetti legati al mondo dei viaggi e della promozione del territorio, hub per influencer e titolare del progetto Yallers, brand e community italiana.

Quanto la quarantena ha effettivamente influito sul tuo lavoro?

La quarantena ha influito relativamente sul mio lavoro, il mio ufficio è la mia casa. L’incontro con clienti e collaboratori avviene quotidianamente online così come le lezioni o i seminari. Il contatto umano manca, da italiana mi manca il mio naturale modo di esprimermi di persona, così come guardare negli occhi qualcuno. Ho in programma un webinar e delle ore di lezione/consulenza ad un’azienda via Skype. Sicuramente, a causa del lockdown dell’Italia, ho dovuto riprogrammare tutto il calendario e posticipare molte attività, come: preventivi in uscita, corsi di formazione, eventi e fiere. Tutto sommato sono fiduciosa e positiva, ci vorrà tanta pazienza ma niente è perduto.

Cosa stai facendo per tenerti impegnato?

In realtà non ho bisogno di inventarmi delle nuove attività per tenermi impegnata, lavoro quanto prima se non di più. Ho dovuto rivedere tutti i piani editoriali dei miei clienti, rivalutare gli investimenti pubblicitari, interrompere le campagne. Il lavoro è un work in progress, mi devo attenere agli eventi e ai cambiamenti quotidiani. Riprogrammare tutto è stato impegnativo ma allo stesso tempo stimolante, ho studiato nuove strategie editoriali e di intrattenimento volte al consolidamento delle relazioni online tra gli utenti e le attività che seguo.

Ti sei preposto degli obiettivi per questo periodo di quarantena?

Sicuramente mi sono preposta degli obbiettivi: scrivere il libro che ho in cantiere, studiare (come sempre) per acquisire delle certificazioni che mi piacerebbe da tanto ottenere, oltre che, rivedere la mia presenza online come professionista magari lanciando il mio sito web. Tra i più difficili: non ingrassare, non smettere di fare attività fisica e tenere sempre allenata la mente.

Come prevedi il tuo ritorno alla normalità?

Io non credo che ritorneremo alla normalità, quella che per lo meno abbiamo sempre conosciuto. Questa esperienza è provante dal punto di vista umano, avremo timore di viaggiare così come temo avremo il timore di ri-aggregarci o lasciarci andare in particolari slanci d’affetto. Sicuramente avremo bisogno di sicurezze, certezze e di maggiore protezione. Detto questo, io non vedo l’ora di poter reiniziare, sia dal punto di vista lavorativo vero e proprio che personale, tornando in Sardegna dalla mia famiglia e magari facendo dei viaggi più brevi e alla scoperta dell’Italia. La prima cosa che farò sarà quella di mettermi in macchina con i finestrini giù e la musica a tutto volume senza meta, o forse si: il porto di Livorno.

Cosa ti ha insegnato questa quarantena?

La quarantena mi ha insegnato a non dare nulla per scontato e apprezzare anche quelle piccole cose che quotidianamente mi infastidivano o mi facevano “perdere tempo” (fare la spesa, il semaforo rosso, il traffico). Ho imparato che anche le attese possono essere utili, ho imparato ad ascoltare gli altri con più attenzione e magari ad essere più comprensiva, è la prima volta in cui tutti, nessuno escluso ci troviamo nella stessa situazione, siamo vulnerabili e consapevoli che il nostro comportamento può influire sulla vita degli altri. Ho imparato a convivere con me stessa ed infine ad avere un ritmo più grintoso anche nella staticità e sedentarietà.

Grazie a Berta Pinna,(qui puoi leggere tutte le altre interviste), se ti è piaciuto questo articolo faccelo sapere e seguici su instagram @zuzuwork 

Utilizzare il tempo in modo produttivo – L’ Avvocato del Digitale

Per alcuni come noi, questa quarantena sarà un successo (a livello professionale) solo se non avremmo sprecato il nostro tempo ma avremmo realizzato tutti gli obiettivi prefissati. Abbiamo scoperto che è così, anche un grande professionista della Legal Tech, Alessandro Vercellotti in arte l’Avvocato del digitale.

Queste sono le sue parole:

 

Avvocato fondatore dello studio Legal for Digital

Quanto la quarantena ha effettivamente influito sul tuo lavoro?

Non posso che dire sì, nel senso che alcuni progetti in fase di partenza sono stati rimandati a tempi migliori o anche solo rallentati venendo meno, per ovvi motivi, il carattere di urgenza.

Devo però dire che avendo già seguito nel 2019 il 94% dei nostri clienti online, questi ultimi erano già abituati a un tipo di gestione delle attività non di persona e da questo punto di vista non è cambiato praticamente nulla.

Al contrario tutta la formazione in aula oppure in azienda è temporaneamente sospesa tranne in caso di aziende che hanno optato per la soluzione da remoto con i dipendenti in smart working.

Cosa stai facendo per tenerti impegnato?

Continuo a svolgere l’attività professionale e allo stesso tempo stiamo investendo su tutto i processi interni di studio.

Le ore a disposizione vengono investite su attività che migliorino le perfomance dei processi interni, quindi tutto quello che l’utente o il cliente non vedono ma è necessario per svolgere la nostra attività in modo sempre più efficace e pro-attivo.

C’è poi il grande tema della formazione che non deve essere mai interrotta e anzi intensificata. Investire il tempo in corsi di formazione online su tematiche legali e non sono solo, è necessario se non fondamentale e in questo momento storico è il miglior investimento possibile.

Ti sei preposto degli obiettivi per questo periodo di quarantena? Come prevedi il tuo ritorno alla normalità?

Assolutamente si!

Come ho detto l’attività lavorativa sta proseguendo ma quel tempo che si è reso disponibile viene investito per il miglioramento delle performance di studio a livello di gestione interna delle pratiche ma anche customer experience oppure comunicazione via social network o sito web.

Il ritorno alla normalità, come per tutti, lo vedo qualcosa di fantastico a livello personale, ma a livello professionale sarà un successo solo se avremo completato tutti i progetti interni di cui parlavo. L’aspetto peggiore per chiunque è scoprire di aver sprecato del tempo del quale abbiamo a disposizione per motivi contingenti.

Cosa ti ha insegnato questa quarantena?

Dal punto di vista lavorativo il saper valutare meglio quali siano le collaborazioni più utili da coltivare, quindi come il tempo sia una risorsa altamente limitata e non si possa investire nella maggior parte dei progetti che vengono proposti. Spesso si deve dire “no” ma questo è anche un segno di rispetto per chi lo riceve e non va illuso quando in realtà si sa già che non c’è tempo a disposizione per quella collaborazione.

Dal punto di vista personale il comprendere l’importanza e valore dei piccoli istanti con la mia famiglia nella costanza degli impegni, difficoltà e successi dei giorni di reclusione condivisa.

Grazie ad Alessandro Vercellotti – Avvocato del Digitale,(qui puoi leggere tutte le altre interviste), se ti è piaciuto questo articolo faccelo sapere e seguici su instagram @zuzuwork 

La quarantena e gli obiettivi professionali – Alessandro Mazzù

Non per tutti la quarantena è stato uno stravolgimento della daily-routine, per alcuni per esempio non esiste un vero e proprio “prima e dopo” lavorativamente parlando. Uno di questi è Alessandro Mazzù, consulente e formatore di digital marketing.

Lo abbiamo intervistato ed ecco cosa ci ha detto:

Di cosa ti occupi?

Sono un consulente e formatore di digital marketing. Questo vuol dire che lavoro con aziende e professionisti per indicare loro, dopo aver analizzato la situazione, la strada da percorrere per raggiungere gli obiettivi prefissati attraverso l’analisi di specifiche metriche di misurazione. Ho scritto 5 libri e partecipato ai principali eventi sul digital in Italia. Ho anche un podcast su iTunes e Spotify. Insomma, mi tengo occupato.


Quanto la quarantena ha effettivamente influito sul tuo lavoro?

Quasi per nulla. Ho sempre lavorato utilizzando gli strumenti messi a disposizione dal web. Ho sempre fatto videoconferenze con i clienti, visto che questi sono disseminati in giro per l’Italia. Soltanto la parte di formazione ha risentito un po’ di questo periodo di quarantena. Ho risolto però, nella maggior parte dei casi, utilizzando strumenti per fare formazione a distanza. Quindi, davvero, dal punto di vista professionale, non ho risentito di alcun effetto negativo.


Cosa stai facendo per tenerti impegnato?

Lavoro. Lavoro come ho sempre fatto. Essendo un libero professionista ho sempre lavorato a casa o in giro nei coworking, sui treni, etc. In questo periodo, ovviamente, sto lavorando soltanto a casa. Inizio alle 9:00 e concludo spesso intorno alle 20:00. In alcuni casi ho lavorato con colleghi anche fino a notte fonda. Non ho quindi dovuto escogitare metodi alternativi per occupare il mio tempo.

Ti sei preposto degli obiettivi per questo periodo di quarantena?

Sono sempre solito prefiggermi obiettivi professionali e obiettivi legati alla mia persona. Migliorarsi sotto ogni aspetto credo che dovrebbe essere un obiettivo di chiunque. Gli obiettivi professionali in questo momento sono gli stessi del periodo pre-quarantena. Sono legati soprattutto ai miei clienti e ai loro obiettivi aziendali. Durante questo periodo ho completato tutti i compiti che mi ero prefisso nei tempi stabiliti. Ho anche vissuto maggiormente la casa apprezzandone molti aspetti che prima conoscevo poco, passandoci davvero poco tempo.


Come prevedi il tuo ritorno alla normalità?

Non sapendo ancora quando si potrà tornare alla vita di tutti i giorni è difficile fare previsioni. Immagino, semplicemente, di uscire di casa e tornare a prendere i soliti treni che mi portano in lungo e in largo in giro per l’Italia. Poter partecipare nuovamente agli eventi e, finalmente, incontrare le persone. Ecco, forse la mancanza di contatto umano – che lo schermo del computer o del telefono non possono soddisfare – è la cosa che più di tutte apprezzerò quando si tornerà alla normalità.


Cosa ti ha insegnato questa quarantena?

Principalmente ha confermato quello che immaginavo. L’Italia non è una nazione pronta per le innovazioni. Si è parlato di smart working come se fosse una rivoluzione a tal punto che le aziende non sapevano come organizzarsi in questa direzione o comunque facendo fatica ad adattarsi. Ho avuto conferma che in Italia le persone fanno fatica a comprendere anche i concetti più elementari come quello del ‘restare a casa’. Ho visto persone online dare il peggio di sé utilizzando in modo sbagliato i social e contribuendo a comunicarsi male. Ho visto aziende e professionisti che continuavano a voler vendere nonostante il periodo. Insomma, questa quarantena ha messo in evidenza il peggio da tanti punti di vista.

Grazie a Alessandro Mazzù(qui puoi leggere tutte le altre interviste), se ti è piaciuto questo articolo faccelo sapere e seguici su instagram @zuzuwork 

Siamo pronti agli imprevisti? la quarantena secondo Daniele Rippa

Ci siamo mai domandati quanto siamo pronti al cambiamento ed agli imprevisti della vita? Per il nostro viaggio delle interviste durante la quarantena, (qui puoi leggere tutte le altre interviste),
Oggi abbiamo intervistato Daniele Rippa, fotografo pubblicitario, che ci ha dato un interessante punto di vista.

Ecco cosa ci ha detto:

Di cosa ti occupi?

Mi occupo di fotografia pubblicitaria, nello specifico still life di gioielleria e accessori vari

Quanto la quarantena ha effettivamente influito sul tuo lavoro?

La quarantena è stato un colpo molto duro, credo, a tutto il settore della comunicazione, poichè le destineranno i loro sforzi economici per restare attive, per cui il settore Adv ritengo riceverà una grave flessione negativa

Cosa stai facendo per tenerti impegnato?

Sto cercando di aggiornarmi e cerco di ampliare il mio know how

Ti sei preposto degli obiettivi per questo periodo di quarantena?

Riuscire a dare un servizio più completo in modo da poter essere più competitivo sul mercato

Come prevedi il tuo ritorno alla normalità?

Con non poche difficoltà di ripartenza ma con tanta motivazione, cercando di imparare dagli errori fatti

Cosa ti ha insegnato questa quarantena?

che non bisogna dare mai nulla per scontato ed essere pronto agli imprevisti, di qualsiasi genere essi siano. Bisogna essere preparati e pronti ad evolversi in maniera rapida ed efficace.

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